Nell’ambito del continuo dialogo tra mondo accademico e industria, Rome Business School ha recentemente ospitato un nuovo company visit, offrendo agli studenti l’opportunità di incontrare leader internazionali del business e scoprire da vicino le dinamiche di brand riconosciuti a livello globale.
Questa volta, gli studenti hanno avuto l’occasione di esplorare il mondo della gioielleria contemporanea di lusso attraverso una sessione esclusiva con Flavio Dal Vago, Chief Commercial Officer di Pomellato.
Ad aprire l’incontro è stato proprio Flavio Dal Vago, che ha condiviso il proprio percorso professionale, costruito attraverso esperienze internazionali e settori differenti.
Dopo una laurea in Economia con indirizzo in economia comparata, Dal Vago ha sviluppato gran parte della sua carriera nel luxury retail, diventando un esperto riconosciuto nel settore della gioielleria. Prima di entrare in Pomellato oltre dieci anni fa, ha trascorso quasi vent’anni in Bvlgari, maturando una profonda esperienza nelle strategie internazionali del lusso e del jewellery business.
Il suo percorso professionale include però anche esperienze nel finance e nel customer loyalty management con American Express, oltre a un’esperienza nel settore aviation con Alitalia.
Questa varietà di esperienze si è rivelata uno dei principali insegnamenti per gli studenti: una leadership di successo nasce spesso dalla capacità di trasferire competenze tra industrie diverse, mantenendo curiosità, adattabilità e apertura al cambiamento.
Al termine della sua introduzione, Dal Vago ha aperto il dialogo con una semplice domanda: “C’è qualcosa che vorreste chiedere sul brand?”
La discussione è diventata subito dinamica e coinvolgente. Una studentessa ha condiviso la propria passione per la gioielleria e le pietre preziose, mentre un’altra ha posto una domanda interessante sul posizionamento di Pomellato rispetto a Swarovski.
L’incontro si è poi concentrato sulla storia del brand.
Pomellato nasce a Milano alla fine degli anni ’60 grazie a Pino Rabolini, in un periodo di grande trasformazione culturale e sociale. Le donne iniziavano a sentirsi sempre più libere di esprimere la propria individualità, personalità e stile — e Rabolini intuì immediatamente il potenziale di mercato di questo cambiamento.
Provenendo da una famiglia di gioiellieri, aiutava il padre nel laboratorio artigianale di famiglia, mentre parallelamente frequentava artisti, intellettuali e comunità creative milanesi. Un momento particolarmente ispirazionale arrivò osservando, in un bar vicino a una scuola d’arte, giovani ragazze “flower power” che rappresentavano una nuova estetica e un nuovo stile di vita.
Da lì nacque un’idea rivoluzionaria: creare gioielli pensati per queste donne moderne — pezzi non convenzionali, colorati, da indossare tutti i giorni e capaci di esprimere personalità più che status sociale.
Anche il nome dell’azienda riflette questa visione. Prima di lanciare il brand, il padre consigliò a Rabolini di assicurarsi che la sua idea fosse “un cavallo vincente”. Il nome Pomellato deriva infatti da una particolare tipologia di cavallo, simbolo di forza, eleganza e spirito vincente.
La missione del brand era chiara fin dall’inizio: disegnare gioielli per donne indipendenti e contemporanee.
Nel corso degli anni, Pomellato ha costruito un’identità fortemente riconoscibile nel panorama del lusso, combinando artigianalità, creatività ed eleganza milanese.
Durante la presentazione, gli studenti hanno esplorato l’evoluzione delle campagne di comunicazione e dell’identità visiva del brand. Uno degli aspetti più interessanti emersi è stato il modo in cui le campagne si concentrassero meno sul prodotto in sé e più su emozioni, femminilità, fotografia e immagini iconiche.
In alcune campagne, i gioielli compaiono anche su uomini — non perché siano pensati per un target maschile, ma perché lo storytelling vuole comunicare concetti più ampi legati a identità, stile ed empowerment. In molte immagini, il gioiello stesso diventa quasi secondario o “invisibile”, lasciando spazio all’attitudine, alla personalità e all’espressione estetica.
Dal Vago ha spiegato che l’essenza del brand può essere riassunta in tre pilastri fondamentali:
Il brand è riconosciuto per essere bold, unico, colorato e fortemente impegnato sul tema della sostenibilità. L’utilizzo iconico delle pietre colorate e il design unconventional distinguono chiaramente Pomellato da brand come Swarovski, che opera in un segmento diverso lavorando principalmente con cristalli e non con fine jewellery craftsmanship.
Un altro elemento fondamentale dell’identità di Pomellato è il suo profondo legame con Milano — considerata la capitale italiana della moda, della creatività e del design. L’architettura e l’atmosfera urbana della città ispirano frequentemente le collezioni e l’estetica della comunicazione del brand.
Tra gli esempi discussi durante l’incontro, la celebre collezione Sabbia, ispirata ai mosaici e alle texture milanesi, rappresenta perfettamente il connubio tra design contemporaneo e heritage artigianale.
La presentazione ha inoltre toccato il tema dell’High Jewellery, definito come “l’essenza del sublime”, dove creatività e savoir-faire raggiungono la loro massima espressione.
Come molti brand del lusso, anche Pomellato ha affrontato momenti di difficoltà nel corso della sua storia.
Durante i primi anni 2000, il brand attraversò un periodo in cui perse parzialmente la propria identità. Interessante notare come, secondo Dal Vago, il problema non fosse legato al design dei prodotti, ma piuttosto alla comunicazione e alla strategia commerciale. Il brand si era focalizzato eccessivamente sull’aspetto artistico e “fierce” delle collezioni, lasciando in secondo piano altri elementi fondamentali del marketing.
La strategia di riposizionamento successiva contribuì a rafforzare l’identità di Pomellato attorno al concetto di handcrafted contemporary jewellery from Milan, con una maggiore attenzione allo storytelling emozionale, al women empowerment e al lifestyle positioning.
L’espansione internazionale accelerò progressivamente, portando all’apertura di boutique in Europa, Russia, Giappone e altri mercati strategici del lusso, inizialmente guidata dal network internazionale e dalle relazioni costruite dai fondatori.
Oggi Pomellato fa parte di Kering, uno dei principali gruppi mondiali del lusso, che include brand come Gucci, Balenciaga e DoDo.
L’incontro ha rappresentato un’ulteriore opportunità per gli studenti di Rome Business School di confrontarsi direttamente con leader internazionali e comprendere meglio come i brand globali evolvano, si adattino e si posizionino all’interno di mercati altamente competitivi.
Oltre al mondo del lusso e della gioielleria, la sessione ha trasmesso un insegnamento più ampio legato all’evoluzione professionale, alla creatività, al branding e all’importanza di rimanere connessi ai cambiamenti culturali e sociali.
Esperienze come questa continuano a rafforzare la mission di Rome Business School: creare connessioni concrete tra formazione accademica e leadership nel mondo reale del business.