Turismo in Italia: le conseguenze del Covid-19

Nuovi trend e storytelling digitale per una ripartenza in vista della prossima stagione 

La pandemia ha colpito indiscriminatamente l’economia di tutto il mondo ma probabilmente l’industria del turismo è stato uno dei settori che ha risentito maggiormente dei lockdowns imposti dal Covid 19.

Il comparto rappresenta quasi il 10% del PIL globale con 300 milioni di persone occupate e prima della crisi sanitaria generava 9mila miliardi di dollari di valore, 1.000 miliardi di investimenti e 1.700 miliardi di esportazioni. 

In Italia, alle attività turistiche è direttamente riconducibile circa il 7% del PIL con quasi 1,7 milioni di addetti: un peso economico importante e comparabile in Europa al dato della Spagna e superiore a quello di Francia e Germania.  Molteplici sono i motivi di questo successo: l’unicità del patrimonio artistico, la qualità dell’enogastronomia e l’eccellenza dei prodotti del Made in Italy

Il turismo in Italia e l’impatto del Covid -19

Anche nel nostro Paese i flussi turistici, a seguito della crisi sanitaria, hanno subito un profondo shock: in particolare, secondo i dati ISTAT l’incoming è diminuito drasticamente a marzo 2020 rispetto ai dati mensili dei due anni precedenti, raggiungendo circa 1,1 milioni e ad aprile 2020 la cifra è scesa a 809.000. Nell’agosto 2021 il volume dei turisti in entrata nel nostro Paese è salito a quasi 7 milioni, aumentando rispetto al 2020 ma rimanendo molto al di sotto degli 11 milioni del periodo pre-pandemia. 

Il prossimo 31 marzo, l’Italia non prorogherà lo stato d’emergenza sanitaria nazionale e per le strutture ricettive che si preparano ad accogliere i turisti per la Pasqua, che cade quest’anno il 17 aprile, sarà il primo banco di prova. 

Sulla ripartenza del turismo italiano abbiamo voluto confrontarci con Katia Hansel, docente del Master in Tourism and Hospitality Management di Rome Business School, che ha dichiarato:

La stagione sta iniziando in modo sorprendente. Tutti, come nel periodo pre-pademia, hanno il desiderio di saltare su un aereo per godere una vacanza dopo circa 26 mesi di vita sospesa. A partire dal mese di giugno arriveranno in Italia Statunitensi, Australiani ed Europei per visitare le Città d’Arte, Roma,  Milano, Firenze,  Venezia Napoli con Pompei e le bellezze naturali italiane. Anche le vacanze su navi da crociera sono molto richieste. Sarà un periodo molto intenso ma al momento è difficile poter fare delle previsioni precise sulle cifre dell’incoming e su cosa accadrà nel prossimo futuro. 

Le persone sono molto esitanti, spesso prenotano all’ultimo minuto, non pianificano in anticipo come accadeva in passato. Anche dopo la revoca dello stato di emergenza continueranno ad esserci parziali restrizioni, i regolamenti continueranno a cambiare e questa incertezza limita un po’ l’entusiasmo. Abbiamo imparato a convivere con il Covid 19, siamo pronti ad esibire le certificazioni e abbiamo voglia di viaggiare e questa è la cosa più importante.”

L’offerta 

L’Italia è tra i Paesi al mondo con la più antica vocazione turistica e offre un patrimonio artistico che pochi  altri  paesi  al mondo possono vantare: con 54 dei 1.092 siti Unesco, è il primo Paese per luoghi riconosciuti come patrimonio dell’Umanità. . 

Inoltre l’Italia si caratterizza per la diffusione sull’intero territorio di Città d’Arte, antichi Borghi, strutture museali e siti archeologici. Questa straordinaria ricchezza rappresenta un vero e proprio vantaggio competitivo se è vero che il patrimonio artistico e le bellezze naturali alimentano la qualità e la competitività del Made in Italy, due settori che si compenetrano e raccontano la tradizione, la storia e la cultura e la società italica.

Infatti, i cosiddetti prodotti turistici hanno una natura complessa che non comprende solo la destinazione scelta ma anche alcune caratteristiche immateriali come ad esempio le proposte culturali ed enogastronomiche che suscitano sempre una grande attrattiva e possono rappresentare carte vincenti nell’ odierna situazione di incertezza, nella quale si inserisce anche la preoccupazione per la guerra in Ucraina. 

 I nuovi trend

Il turismo per tornare a crescere deve superare vecchi stereotipi, cogliere nuove opportunità e arricchire le motivazioni di viaggio. Dopo la crisi sanitaria da Covid 19 la vacanza deve necessariamente trasmettere un senso di “normalità”, attraverso il godimento di paesaggi, l’esplorazione di territori di prossimità, “vicini” alle canoniche mete di sempre. I rigidi lockdowns con il divieto di frequentare parchi e di fare persino passeggiate, hanno fatto riscoprire l’esigenza di stare in contatto con la natura. 

Le preferenze dei consumatori sono orientate allora verso le escursioni a piedi o in bicicletta e più in generale verso tutte le attività che si svolgono en plain d’air.

L’Italia e il futuro del suo turismo, dunque, sono legati alla capacità di investire su un nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento proprio da alcuni suoi punti di forza che sono il proprio patrimonio storico, artistico e paesaggistico e la continguità-continuità su tutto il territorio nazionale.  

I nuovi turisti cercano esperienze diverse, vogliono divertirsi. Sentono la necessità di immergersi nella natura e nella cultura. I tour operator hanno l’importante funzione di guidare le scelte che devono soddisfare tutte le esigenze per tornare a scoprire luoghi e culture. Per molti è stato veramente difficile in questi mesi rinunciare a viaggiare e ora vogliono godere di ogni singolo minuto.  I primi turisti che arriveranno in Italia saranno gli Australiani e quando gli Australiani viaggiano lo fanno per mesi, con l’intera famiglia, con i bambini. Sarà una gioia rivedere i monumenti e le piazze italiane, penso a Fontana di Trevi per esempio, di nuovo gremiti di persone allegre.” 

La vacanza esperienziale

Come detto il concetto di vacanza e di turismo dopo la pandemia è cambiato è si è arricchito di nuovi elementi. Attualmente si assiste al fenomeno del turismo esperienziale che enfatizza proprio l’esperienza intima e coinvolgente che sa regalare. In Italia molto in voga è il turismo enogastronomico.  Un’occasione preziosa per la valorizzazione i prodotti e le tradizioni che rendono unico il nostro Paese e per celebrare uno dei grandi tesori italiani: la tavola. Un importante asset per l’immagine dell’Italia nel mondo, se è vero che la cucina è la motivazione che raccoglie il più alto livello di soddisfazione, sia tra i turisti italiani che stranieri, dopo il patrimonio artistico e le bellezze naturali. 

Il turismo enogastronomico è molto popolare, perché coniuga la conoscenza del territorio con l’esperienza alimentare, la cultura del cibo e si sa quanto gli stranieri amino la cucina italiana! Spesso i turisti non alloggiato in hotel ma in grandi appartamenti per vivere appieno la vacanza che a volte coinvolge l’intera famiglia, a volte persino tre generazioni: dai nonni ai nipoti.  Si acquistano i prodotti locali, e insieme ad uno chef , che impartisce anche lezioni di cooking, si cucina cibo italiano, trasformando così la vacanza in una esperienza irripetibile unica nel suo genere. “

Il digital storytelling

Il settore turistico è certamente direttamente influenzato dalla trasformazione digitale e la tecnologia è destinata a svolgere un ruolo sempre più cruciale in questo comparto. Gli strumenti digitali avranno infatti una rilevanza sempre più decisiva nella fase di ispirazione e di ricerca delle destinazioni perché lo storytelling è fortemente evocativo e agisce sulla sfera emozionale parlando di un territorio con  immagini, post, video e podcasts pubblicati sui social media.

“Durante la pandemia tutti i tour operator hanno interagito con i social media, hanno postato video, raccontato storie e hanno mantenuto alta l’attenzione attraverso la chiave narrativa dei luoghi. Hanno trovato un diverso modo di avvicinare i turisti verso quello che io chiamo il “Touch History”.  Soprattutto nella nostra epoca, dove il viaggio esperienziale è così fondamentale, ora le persone hanno la grande opportunità del turismo digitale che permette con un semplice clic di vedere storie, ascoltare podcast e percepirne così la bellezza diffusa della vacanza che si vuole scegliere di vivere”.


KATJA HANSEL

Business & team coach, trainer motivazionale. Dopo aver lavorato 30 anni con persone di tutto il mondo, si specializza in gestione delle risorse umane. Supporta manager e il personale di aziende e organizzazioni, a crescere su tutti i fronti, utilizzando strategie di business vincenti e strumenti sofisticati e innovativi. Esperta di turismo e hospitality management gestendo due Tour Operators operanti in tutto il mondo.

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