Studio di Rome Business School su Tokyo 2020

Con circa 23,7 miliardi di Euro stimati, il costo finale supera la spesa preventivata

Tuttavia, i diritti televisivi hanno garantito al Comitato Internazionale Olimpico incassi per circa 4,4 miliardi di dollari; Anche molti sponsor, che coprivano circa il 18% delle entrate complessive, hanno abbandonato l’evento o ridimensionato la loro presenza; L’analisi illustra come, storicamente, i costi effettivi dei Giochi olimpici hanno sempre superato le previsioni: emblematici sono in tal senso di Montreal 1976, Barcellona 1992, Londra 2012 e Rio 2016; Lo Studio, inoltre, fa il punto su Milano-Cortina 2026 stimando a oltre 4miliardi e mezzo di euro le ricadute economiche su Lombardia e Veneto.

Roma, 3 agosto 2021. Rome Business School ha pubblicato lo studio: “Business olimpico: opportunità o fallimento?”(a cura di Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School) che raccoglie i dati relativi alle conseguenze economiche del Covid-19 sulle Olimpiadi in corso a Tokyo. Lo studio, poi, compie un’analisi previsionale sui Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 che si terranno dal 6 al 22 febbraio.

I numeri del flop di Tokyo

La Ricerca riporta che il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo di un anno è già costato circa 3 miliardi di dollari. I dati raccolti indicano che i Giochi di Tokyo 2020 resteranno negli annali come il peggior affare di sempre per il Paese ospitante: il conto finale per le Olimpiadi sarà di almeno 23,7 miliardi di euro, superando i circa 14 miliardi di euro stimati che il Governo sperava di ammortizzare con il flusso dei turisti; ben oltre le Olimpiadi Rio 2016 (16 miliardi di euro), di Londra 2012 (17 miliardi) e di Sydney 2000 (sotto i 6 miliardi). Se si escludono 6,7 miliardi di contributi privati, la copertura dei Giochi deve essere garantita da fondi pubblici. Gli sponsor coprono circa il 18% delle entrate complessive, mentre il 75% viene dalla vendita dei diritti di trasmissione delle gare in tv e via streaming. Dunque, tanto il Governo nipponico così come le istituzioni locali della capitale dovranno colmare il disavanzo.

L’accesso limitato del pubblico e il dietrofront degli sponsor nazionali (clamorosa la rinuncia in tal senso del colosso Toyota che, come altri, ha cancellato o ridotto gli eventi promozionali inizialmente previsti) sono le cause principali del flop: il bilancio preventivo dei Giochi stimava di raccogliere 800 milioni di dollari di entrate dalla vendita di circa 7,8 milioni di biglietti, ma ne sono stati venduti meno della metà che ora andranno rimborsati.


Comunque finisca sarà, dunque, l’Olimpiade dei record dal punto di vista economico” afferma Valerio Mancini “Solo che inizialmente il primato doveva riguardare gli incassi. Adesso, invece ci sarà il primato delle perdite che comunque, nonostante la solida economia e la rinomata resilienza giapponese, si andranno a distribuire in maniera diseguale. A pagare il conto saranno senza dubbio i contribuenti nipponici”. Tanto più che non ci saranno benefici indiretti destinati a far salire il Pil: i seicentomila stranieri che avevano già acquistato i biglietti messi in preventivo non sono mai arrivati a Tokyo. Quindi, mancheranno tutte le entrate extra derivanti dai settori cosiddetti collaterali e dall’atteso boom dei consumi. “Era stato calcolato che nel corso dell’anno ci sarebbero state almeno 40 milioni di presenze. Invece, le strutture ricettive sono rimaste vuote per tutto il 2020 e il 2021. Non è un caso che i sondaggi, a pochi giorni dalla cerimonia inaugurale, mostrano una forte ostilità della popolazione nei confronti dei Giochi. Un fatto assolutamente inedito vista la tradizionale disciplina dei giapponesi nei confronti delle autorità”.


Tuttavia, riporta lo Studio, il Comitato Internazionale Olimpico potrà ridurre i danni grazie ai diritti televisivi che hanno garantito incassi per circa 4,4 miliardi di dollari, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutte le federazioni nazionali e agli sport minori che sopravvivono solo grazie ai contributi di solidarietà dell’organizzazione di Losanna. Il 91% delle entrate dell’organizzazione, infatti, è garantito dalla vendita dei diritti tv e dagli sponsor internazionali che vogliono legare il loro nome ai cinque cerchi.

Il giro d’affari generato da un’Olimpiade

Con l’obiettivo di rispondere ai dubbi in merito all’effetto positivo generato dall’organizzazione dei Giochi olimpici, la ricerca raccoglie una serie di dati. “Molto spesso, in passato, i calcoli sono risultati errati e i Giochi hanno provocato gravi deficit per il paese ospitante”; Il caso più eclatante è quello della Grecia (2004): i costi previsti erano di 4,5 miliardi di dollari, i costi effettivi si sono trasformati in 8,9 miliardi. Considerando le edizioni più recenti, l’impatto economico positivo più significativo si è avuto a Sydney 2000 (8 miliardi di euro di indotto), con 90.000 nuovi posti di lavoro generati nel periodo 1994 (anno di candidatura) – 2006.  Mentre per le Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 fu realizzato il più grande Villaggio Olimpico della storia, con 700 milioni di dollari spesi, mai però riconvertito.
“E’ quindi ovvio che si riaccenda un dibattito, a seguito della rinuncia da parte del Comune di Roma alla candidatura per i Giochi del 2024 e dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 a Milano-Cortina: il potenziale economico e le opportunità reali di un evento sportivo di tale portata non sono affatto scontate”. Nello studio vengono menzionati alcuni dati previsionali relativi ai Giochi invernali:  
Ammonterebbero a quattro miliardi e mezzo di euro le ricadute economiche che le Olimpiadi del 2026 produrranno sui territori di Lombardia e Veneto;
Il pacchetto di investimenti ammonterebbe a 11 miliardi e oltre 60 opere;
ll bilancio elaborato dai tecnici italiani prevede lo stanziamento di oltre un miliardo e trecentomila euro per la gestione, di cui novecento milioni saranno stanziati dallo stesso Comitato mentre la restante parte dalle regioni Lombardia e Veneto e dalle province autonome di Trento e Bolzano;
Si prevede che solo dalla vendita dei biglietti si guadagneranno 234 milioni di euro;
Il Villaggio Olimpico, uno spazio di oltre 18 ettari, avrà un costo di quasi cento milioni di euro e, alla chiusura dei Giochi, i 1.100 posti letto a disposizione saranno convertiti in residenze per studenti universitari.

Storicamente, i costi effettivi dei Giochi olimpici hanno sempre superato le previsioni; inoltre, se non si presta particolare attenzione alla riconversione delle infrastrutture, allora, come già accaduto troppo spesso in passato, rischiano di trasformarsi in un vero fallimento. L’aspetto economico però non è l’unico da valutare. Infatti, le grandi potenze economiche e politiche vanno al di là del mero risultato sportivo, vedendo le competizioni sportive internazionali come parte integrante delle sfide geopolitiche globali e, pertanto, l’occasione perfetta per mostrarsi al mondo. I Giochi di Pechino 2008 e Sochi 2014 sono un esempio emblematico in tal senso, in quanto hanno rappresentato per Cina e Russia la perfetta trasformazione delle Olimpiadi in uno strumento di soft power politico”, conclude Mancini.

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