Fondata a Milano nel 1872, Pirelli ha fatto dell’evoluzione costante il suo marchio di fabbrica. Oggi l’azienda gestisce una rete commerciale globale pur mantenendo un forte legame con le proprie radici, producendo pneumatici ad alto valore per auto, moto e biciclette. Per i futuri manager in aula, l’incontro è stato un’occasione unica per capire come si muove un leader di questo calibro.
Borgnino ha messo subito in chiaro un punto: in Pirelli è la tecnologia a fare la differenza. L’innovazione non si riduce a uno slogan da presentare nei report, ma è una sfida quotidiana che si nutre delle competizioni più dure, Formula 1 in testa. I circuiti mondiali diventano così il laboratorio perfetto. Sull’asfalto si spingono i materiali al limite e si raccolgono i dati necessari per progettare gli pneumatici che usiamo tutti i giorni su strada. Dietro questa ricerca costante ci sono investimenti pesanti: il gruppo investe il 5,3% dei ricavi della fascia premium direttamente in Ricerca e Sviluppo (R&D).
Il settore sta cambiando rapidamente e lo pneumatico non è più solo un elemento di gomma, ma un oggetto connesso. Pirelli sta investendo molto sull’intelligenza artificiale e sulla digitalizzazione. Con l’inserimento di sensori intelligenti nella struttura, i nuovi “cyber tire” parlano direttamente con l’elettronica dell’auto. Questa tecnologia migliora la sicurezza stradale, ottimizza la guida e riduce i consumi. Per chi si affaccia oggi sul mercato del lavoro, questa trasformazione apre strade inedite in settori come la data science, l’ingegneria del software e il digital product management.
Il successo di un gigante industriale non si misura solo in brevetti, ma anche attraverso la forza della sua Brand Reputation. Carolina Borgnino ha spiegato come Pirelli sia riuscita a trasformare un prodotto prettamente tecnico in un’icona della cultura globale. Progetti di comunicazione unici, il design sofisticato e il legame storico con l’arte e la fotografia (basti pensare al celebre Calendario Pirelli) hanno posizionato il marchio in una fascia premium inarrivabile. Difendere questa reputazione sul mercato richiede figure manageriali complete, capaci di leggere i dati economici ma anche di comprendere la psicologia del consumatore e il valore del brand equity.
Essere leader oggi significa però guardare oltre il semplice profitto. La filosofia del gruppo è limpida: il progresso tecnico deve camminare insieme a quello sociale. Borgnino ha illustrato gli obiettivi di sostenibilità concreti e misurabili che l’azienda si è data a livello globale:
Entrare in una realtà che unisce mercati e culture differenti richiede doti che vanno oltre un buon percorso di studi. Nell’ultima parte dell’incontro, la HR Specialist ha spiegato cosa guardano davvero i selezionatori durante i colloqui. In un contesto multinazionale, l’agilità culturale, la flessibilità e la capacità di lavorare in team trasversali sono fondamentali. Pirelli cerca professionisti capaci di muoversi tra reparti e paesi diversi, persone che sappiano unire le proprie competenze tecniche a una reale curiosità verso il cambiamento.
Incontri di questo tipo confermano la missione di Rome Business School: accorciare le distanze tra l’aula e i grandi player del mercato. Il talk si è chiuso con una sessione di domande e risposte aperta e stimolante. Gli studenti hanno superato i classici dubbi formali, facendo domande dirette su crescita interna e mobilità internazionale, portando a casa una visione chiara di come talento, tecnologia e responsabilità costruiscano il successo di un grande brand globale.