Il professor Alberto Sangiovanni Vincentelli, co-fondatore di Cadence e Synopsys e tra i padri dell’automazione del design dei semiconduttori, ha portato la sua visione al centro del dibattito tra umanità e intelligenza artificiale che ha attraversato le due giornate della XXIV Giornata della Formazione Manageriale ASFOR ospitata per la prima volta nel campus di Rome Business School il 17 e 18 giugno.
Il titolo scelto, “HUMANAI”, racchiude la sfida delle discussioni: l’AI sta ridisegnando non solo i contenuti della formazione manageriale, ma i suoi fondamenti: linguaggi, metodi didattici, rapporto tra docente e discente, criteri di valutazione.
Ad aprire i lavori, Marco Vergeat, Presidente ASFOR, e Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School, che hanno posto la domanda che ha attraversato tutti i temi: se l’intelligenza artificiale trasforma il modo in cui le organizzazioni decidono, apprendono e si strutturano, come deve rispondere chi forma i manager di domani?
“L’intelligenza artificiale sta modificando in profondità il mindset e le competenze richieste a moltissime figure professionali e al management. Nell’attuale contesto, la formazione manageriale è chiamata non solo a conferire nuove competenze e a ripensare processi e metodi formativi ma anche ad aprire nuovi e diversi orizzonti di pensiero critico, valore e significato dell’agire umano, motivazione ad apprendere e a migliorarsi”
ha commentato il presidente di ASFOR, Marco Vergeat.
La sessione inaugurale ha messo al centro il profilo del manager in questa nuova era, con una tavola rotonda moderata dal Prof. Elio Borgonovi, Professore Emerito dell’Università Luigi Bocconi. Hanno preso parte al dibattito Duccio Vitali, CEO di Alkemy Group; Giuseppe de Nichilo, Network Development General Manager di Toyota Motor Italia e Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School.
“È definitivamente acquisito il concetto secondo cui le imprese sono un soggetto sociale oltre che un soggetto economico. Oggi questo rapporto appare più strutturato rispetto al passato ed è fortemente influenzato dalle nuove tecnologie digitali e delle intelligenze artificiali. Infatti, le imprese sono in prima linea nel loro utilizzo che modificano sia il business model sia i rapporti di reciproca influenza con i vari stakeholder. Per esercitare un influsso positivo sulla società le imprese devono avere un approccio sperimentale, graduale e consapevole.” conclude Borgonovi sul tema di discussione.
In serata, nel giardino di Rome Business School, si è tenuto un momento di networking a cui è seguito un dialogo con Massimo Franco, giornalista e saggista italiano, che ha presentato il suo libro “Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV”, in conversazione con Marco Vergeat.
La giornata ha articolato il dibattito in due tavole rotonde. La prima, coordinata da Elisabetta Salvati, Vicepresidente ASFOR, ha esplorato gli orizzonti del cambiamento con Giorgio Colombo, Executive Vice President Human Resources e ICT di Edison; Francesco Venier, Dean for Executive Education del MIB Trieste School of Management e Lucia Melcore, HR Director Equality & Inclusion Europe di Procter & Gamble. “Dal confronto è emersa una questione cruciale: il cambiamento non ci chiede soltanto di acquisire nuove capacità, ma di ripensare i criteri attraverso i quali riconosciamo competenza, leadership e valore. In un contesto in cui diventa sempre più facile produrre analisi, contenuti e rappresentazioni convincenti della conoscenza, diventa ancora più importante distinguere ciò che supporta l’azione da ciò che la sostituisce soltanto in apparenza. Perché la competenza continua a misurarsi nella capacità di trasformare idee, decisioni e conoscenze in risultati concreti”, afferma Elisabetta Salvati.
La seconda sessione, coordinata da Massimo Scarcello, Associate Dean per la Corporate Education e Relazioni Istituzionali di Rome Business School, ha approfondito le trasformazioni concrete nei processi di apprendimento con Valentino Megale, CEO e Co-Founder di Softcare Studios; Katiuscha Gabriele, Head of Academy di FiberCop; e Ruggero Cesaria, Learning Ecosystems, AI Projects & Global Planning di Stellantis.
“Dal dibattito è emersa una consapevolezza condivisa: l’Intelligenza Artificiale sta accelerando una profonda trasformazione dei modelli di apprendimento, ma la vera sfida non è solo tecnologica. È soprattutto organizzativa, culturale e manageriale.” Conclude Scarcello.
Momento culminante della giornata, l’intervento di Alberto Sangiovanni Vincentelli, Professore di Ingegneria Elettronica e Informatica all’University of California, Berkeley, considerato tra i padri dell’automazione del design dei semiconduttori e co-fondatore di Cadence e Synopsys, le due società che guidano l’intera industria dei semiconduttori a livello mondiale. Nel dialogo, intitolato “Più Umanità nell’era dell’AI” condotto dal presidente ASFOR Marco Vergeat, Alberto Sangiovanni Vincentelli ha affermato:
“L’intelligenza artificiale non trova sempre la soluzione: la scienza rimane fondamentale, sbaglia chi pensa il contrario. È fondamentale applicare il critical thinking tutte le volte che si usano tecnologie nuove di cui non si conoscono i meccanismi interni. Un principio fondamentale che ho tentato di seguire, per quanto possibile, è focalizzarsi sui principi, non sulla mera applicazione dello strumento. Per affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale occorre conoscerne i fondamenti, non solo sapere come scrivere un prompt.”
A chiusura della sessione, ad Alberto Sangiovanni Vincentelli è stato conferito l’ASFOR Award for Excellence 2026, il massimo riconoscimento assegnato annualmente dall’associazione a personalità che hanno dato un contributo eccezionale alla cultura manageriale e all’innovazione. Vincentelli si è poi soffermato sul tema della formazione: “Troppo spesso si insegna a utilizzare gli strumenti senza averli davvero capiti. Per innovare, poi, a volte non bastano le materie scientifiche: per avere una visione globale, bisognerebbe integrare le materie umanistiche. Nel mio caso, alcuni dei risultati che ho ottenuto si sono ispirati alla filosofia classica, a Platone, a Sant’Agostino, a Kant, per esempio. Infine, i risultati della ricerca possono essere ‘eleganti’: in alcuni costrutti scientifici c’è bellezza, poiché spiegano il perché delle cose in modo essenziale e generalizzabile. Purtroppo, al momento, l’intelligenza artificiale ottiene risultati dispiegando un numero enorme di componenti e si avvale quindi di forza bruta, non di eleganza”.
“Queste giornate ci hanno ricordato che la sfida dell’intelligenza artificiale non è soltanto tecnologica, ma profondamente culturale e educativa. La formazione manageriale ha oggi la responsabilità di preparare leader capaci di comprendere e utilizzare l’AI, senza rinunciare al giudizio critico, alla visione etica e alla centralità della persona. Aver ospitato in Rome Business School un confronto di così alto livello, insieme ad ASFOR e a una personalità straordinaria come il Professor Alberto Sangiovanni Vincentelli, ha significato contribuire a costruire una cultura manageriale capace di unire innovazione, umanità e responsabilità verso il futuro” ha dichiarato Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School.