RBS – Il Centro di Ricerca pubblica il report “La contraffazione nel contesto economico attuale ed i principali strumenti a tutela del Made in Italy

La contraffazione nell’attuale contesto economico ed un’analisi sui principali strumenti a tutela del “Made in Italy in un’analisi nazionale e mondiale su tendenze e valori di una delle attività diffuse dell’ultimo decennio.

Rome Business School – rilascia il report “La contraffazione nel contesto economico attuale. I principali strumenti per la tutela del “Made in Italy”, redatto da Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School, e da Fabio Guglietta, Amministratore Delegato di BiT256.

Il Report analizza le caratteristiche del fenomeno specialmente nei settori maggiormente interessati, evidenziando una crescita esponenziale del mercato dei farmaci e delle forniture mediche illecite, specialmente a seguito della pandemia da Covid-19.

Contraffazione. il fatturato in Italia supera i 30 miliardi di euro e con il Covid-19 cresce il mercato dei medicinali contraffatti. Secondo il Report questi rappresentano oggetti falsi sequestrati e destinati in modo fuorviante ai consumatori, creando un danno economico pari al 100% del valore della merce originale. Il report evidenzia inoltre la tendenza dei contraffattori ad entrare nel mercato primario (prodotti destinati ingannevolmente ai consumatori) per ottenere un ROI più efficace.

In particolare, i numeri mostrano un aumento nei seguenti prodotti:

  • 48% per l’abbigliamento (che resta il settore più esposto con un valore della produzione di 2,2 miliardi di euro, pari al 32,5% del totale);
  • 307% per le calzature;
  • Oltre il 90% per apparecchiature elettriche ed informatiche (con un valore della produzione di 1 miliardo di euro).

I “falsi” italiani sono prodotti principalmente in Campania (abbigliamento e materie prime), Toscana, Lazio e Marche (prodotti in pelle), nelle regioni del Nord-Est e Nord-Ovest (orologi). I principali poli delle attività criminali legate alla contraffazione sono rappresentati da Lombardia, Campania, Lazio e Liguria.

Nel mondo “le aziende italiane soffrono incredibilmente la perdita di fatturato dovuta a merci contraffatte che vengono vendute all’estero indipendentemente da dove vengono prodotte” afferma Valerio Mancini – Direttore del Centro di Ricerca – della Rome Business School.

Pelletteria e borse sono al primo posto tra le merci contraffatte ed importate con il 16% di falsi, a seguire, giochi e giocattoli con il 14,9%.

“Un danno enorme se si considera che in Italia un posto di lavoro su 3 (circa il 31,5%) si trova in industrie che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti, contribuendo alla metà del PIL italiano”.

Lo studio analizza quindi le principali sfide globali a seguito della pandemia da COVID-19 evidenziando che:

  • Il movimento di droghe e forniture mediche illecite attraverso i confini è aumentato in modo esponenziale “Amazon ha vietato più di un milione di prodotti che pretendono di proteggere dal coronavirus – o addirittura di curarlo;
  • A meno di 2 mesi dall’inizio delle attività di controllo, l’OLAF (l’Ufficio europeo per la lotta antifrode) ha individuato oltre 340 società che agiscono come intermediari o commercianti di prodotti contraffatti o non conformi agli standard relativi alla pandemia ”.

Tutto ciò sembra influenzare le previsioni del mercato globale anticontraffazione: dato che il valore del mercato della contraffazione si sta avvicinando al 4% del valore totale del mercato mondiale (dati OCSE), considerando lo stress sui mercati causato da Sars-Cov- 2 ed i primi dati sulle attività di sequestro, il CAGR (Compound Annual Growth Rate) nel solo mercato degli imballaggi anticontraffazione, che nell’era pre-pandemica era intorno al 5%, crescerà all’11,98% per raggiungere i 169,847 miliardi di dollari entro il 2025.