Nuove professioni del settore vitivinicolo

La Rome Business School ha pubblicato lo studio “Il business del vino in Italia. Esportazioni, sfide future e nuove professionalità”. Lo studio è stato curato da Valerio Mancini, direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School. La ricerca analizza la crescita del mercato globale del vino dopo la pandemia, il ruolo di primo piano dell’Italia nel panorama enologico mondiale ed esamina il consumo di vino a livello nazionale.

Occupazione e imprenditoria dei giovani nel settore del vino

Come abbiamo visto, l’Italia occupa il primo posto nella classifica mondiale dei produttori, rispetto a cui detiene la quota del 18% del totale complessivo.
Pertanto, nonostante la crisi, il settore vitivinicolo continua a crescere e ad offrire interessanti e sempre nuove opportunità lavorative per tutti coloro che decidono di trasformare la loro passione in una professione.
Nel nostro Paese, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio “ritorno alla vigna” da parte di giovani produttori under 25, con un aumento record del 38% nel 2018 che ha visto migliaia di imprenditori in erba scegliere il vino per realizzare il proprio sogno imprenditoriale e crearsi o riscoprire un futuro lavorativo. Il fenomeno del ritorno dei ragazzi alla terra nel settore vitivinicolo è particolarmente dinamico e si stima che i produttori di vino sotto i 25 anni siano saliti a quota 1200 nel giro di un solo anno, con un incremento in controtendenza rispetto al dato generale, che vede un calo del 6%. Come analizzato da Coldiretti, l’elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino italiano è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l’utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice.


Le attuali potenzialità lavorative nel settore vino vanno bel oltre la vigna e sono molte e ampie. Secondo i dati Censis, a raggiungere il diploma in enologia è il 90% degli studenti iscritti, il 46% prosegue gli studi all’università e il 44% si laurea in una disciplina legata al vino. Dopo gli studi in questo settore il futuro sembra essere roseo, infatti, il 41% trova un lavoro legato agli studi effettuati, il 20% assume un ruolo imprenditoriale nell’azienda di famiglia, il 19% trova lavoro nei servizi alle imprese, il 9% nell’insegnamento e l’8% nella pubblica amministrazione. Soltanto il 10% di questi studenti non riesce a trovare un lavoro nel settore e alla fine si dedica ad altro. Inoltre, l’87% degli studenti trova lavoro in Italia, mentre il 13% preferisce trasferirsi all’estero, esportando le conoscenze in un altro paese. Allo stato attuale, secondo Coldiretti, le aziende vitivinicole italiane danno lavoro al proprio interno a circa 210 mila addetti, fra i quali 50 mila sono giovani. Ma in Italia il mondo del vino genera lavoro per circa 1,8 milioni di persone. I mestieri del vino sono numerosi e coinvolgono settori molto diversi, dal contatto diretto con l’uva alla distribuzione in Italia e nel mondo, fino ad arrivare all’enoturismo che lo scorso anno ha raggiunto circa 2 miliardi di euro di fatturato. L’impatto positivo non si ha dunque solo in vigna, poiché il “nettare degli dei” genera opportunità di lavoro in ben 18 settori: agricoltura, industria trasformazione, com-mercio e ristorazione, vetro per bicchieri e bottiglie, lavorazione del sughero per tappi, trasporti, assicurazioni, credito, finanza, accessori come cavatappi, sciabole ed etilometri, vivaismo, imballaggi come etichette e cartoni, ricerca, formazione, divulgazione, enoturismo, cosmetica, benessere e salute con l’enoterapia, editoria, pubblicità, informatica e infine bioenergie. Per quanto riguarda l’imprenditoria giovanile, in Italia sono circa 100 mila le aziende guidate da giovani under 35 e 25% di queste è gestito da donne.
In Italia per i giovani che scelgono di avvicinarsi al mondo del vino, ci sono diversi percorsi tra cui scegliere, dalla scuola all’università. Le scuole enologiche in tutta Italia continuano a riscuotere un notevole suc-cesso e le iscrizioni degli ultimi anni sono in continua crescita. C’è poi anche la possibilità di specializzarsi in questo settore all’università. In tutta Italia sono infatti attivati nelle varie università circa 20 corsi di laurea in viticoltura, enologia, enogastronomia e alimentazione. Inoltre, sono attivi oltre 400 corsi post laurea legati al vino, tra cui più di 200 sull’enologia e un centinaio per diventare sommelier.

Nuovi sbocchi professionali del settore vitivinicolo: dal Wine Hunter al Brand Ambassador

Come abbiamo visto quindi, considerata la complessità della filiera del vino e l’interesse che un numero sempre maggiore di persone le rivolgono – complice anche il web – questa interessa un gran numero di settori e professionalità coinvolte in diversa misura nei processi di lavorazione e commercializzazione.

Responsabile analisi e controllo qualità delle uve. È una figura che coordina un team di persone chiamate in causa in diversi momenti della fase di maturazione del frutto. Il team ha la responsabilità di controllare la fisiologia della vite e valuta la maturità delle uve (ovvero i valori di zuccheri, acidità totale, pH, acido malico e acido tartarico) nonché la loro maturità fenolica (cioè l’accumulo di sostanze fenoliche capaci di apportare colore e struttura al vino). Queste accurate analisi chimiche permettono di conoscere il prodotto in tutti i suoi aspetti, ottenendo così il maggior controllo dei processi di trasformazione in ogni fase della lavorazione.

Enologo. Compito dell’enologo è assicurarsi che la produzione del vino avvenga in modo sicuro e corretto dal punto di vista fisico, chimico, organolettico, etico e legislativo. A questo scopo deve possedere conoscenze di fisica e chimica di uve e suoli, di legislazione vitivinicola e anche di marketing e comunicazione, fondamentali per moni-torare e verificare tutte le fasi della produzione: dalla coltivazione dell’uva alla sua lavorazione secondo precisi protocolli, dalla valutazione della qualità del vino al suo imbottigliamento, per finire con la commercializzazione del prodotto.

Cantiniere. Il cantiniere, ovvero colui che opera in cantina, nel cuore del processo produttivo, è un operaio specializzato che prende in consegna l’uva raccolta dai vendemmia-tori e che segue tutte le operazioni di trasformazione dell’uva stessa in vino, dalla pigiatura fino alla fermentazione. Ha una conoscenza approfondita del processo produttivo, e conoscenze tecniche specifiche riguardo il funzionamento di tutte le attrezzature utilizzate in cantina. Si interfaccia costantemente con l’enologo per la definizione delle procedure e degli standard di lavorazione, con particolare riferimento alla gestione delle vasche di fermentazione e al controllo delle temperature.

Sommelier. Il sommelier è un professionista che lavora per alberghi e ristoranti, anche svolgendo attività di consulenza. Le sue competenze non si limitano alla degustazione del vino e alla descrizione delle sue proprietà olfattive e organolettiche, sulla cui base ricerca e suggerisce ai clienti abbinamenti con piatti e portate, ma includono anche la gestione della cantina e della carta dei vini. Il sommelier è infatti una figura di alto profilo che cura la cantina – approvvigionamento, scorte, pulizia e giuste condizioni ambientali per la conservazione delle bottiglie – e compone la carta dei vini, aggiornandola con i nuovi acquisti che effettua personalmente tenendo i contatti con i fornitori sulla base della tipologia di locale e di menù.

Wine Blogger. Specialista del settore vitivinicolo, buon conoscitore di cantine ed enoteche e sempre aggiornato sulle nuove modalità di consumo, il wine blogger dispensa con-sigli, suggerimenti e informazioni utili su qualità e prezzi ad appassionati di vini e degustazioni. Appassionato di enogastronomia egli stesso, sul suo blog pubblica articoli d’interesse su nuovi prodotti e recensioni su locali di degustazione e aziende vitivinicole. In virtù della sua influenza sul pubblico di wine-lovers, le aziende più lungimiranti mirano a contattarli e coinvolgerli nelle loro attività di marketing e comunicazione.

Accompagnatore enoturistico. Negli ultimi anni, con la riscoperta dei prodotti della terra e delle tradizioni legate alla loro lavorazione, un numero sempre maggiore di aziende vitivinicole e cantine ha cominciato ad aprire periodicamente i battenti al pubblico, per mostrargli i processi di lavorazione e la filosofia che ne è alla base, e coinvolgerlo in un rapporto più stretto proprio grazie alla passione per la loro attività. Con la diffusione degli “enoturisti” è nata così la figura dell’accompagnatore enoturistico, che costruisce itinerari e percorsi enogastronomici alla scoperta di aziende e cantine, contribuendo alla nascita di un nuovo settore che ogni anno attira oltre 10 milioni di enoturisti. Questa speciale guida turistica deve necessariamente possedere un’ottima conoscenza del territorio e della sua cultura vitivinicola.

Brand Ambassador. È la persona in prima linea responsabile della comunicazione e vendita del prodotto. È l’ambasciatore dell’azienda e ne promuove i prodotti, la storia e i punti di forza sul mercato. Ha conoscenze tecniche sul prodotto stesso, ottime doti relazionali e di negoziazione. È l’evoluzione della figura del “venditore”, che nel mondo moderno del vino è diventato l’elemento fondamentale di contatto con i clienti e, di conseguenza, ha una forte sensibilità per capire i trend di mercato.

Wine Hunter. Letteralmente “cacciatore di vini”, il Wine Hunter è una figura professionale di alto profilo che è andata lentamente delineandosi negli ultimi anni, con la diffusione della cultura vitivinicola e del territorio. La sua funzione è proprio quella di andare a caccia dei vini migliori e delle etichette d’autore, di cui si costruisce un’approfondita conoscenza che poi dovrà trasmettere con passione e partecipazione al cliente finale, eno-appassionato, intenditore o collezionista. L’abilità del Wine Hunter sta, in buona sostanza, nel selezionare le cantine e i clienti migliori e farli incontrare, aumentando la redditività dei primi e facendo vivere un’esperienza sensoriale coinvolgente e convincente ai secondi. Ancora poco diffusa, questa figura di ricercato mediatore sarà sempre più richiesta nei prossimi anni.

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