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Internazionalizzazione e Made in Italy: la visione di Italian Trade Agency

Comprendere come si costruisce la presenza internazionale di un Paese significa leggere da vicino le dinamiche che muovono il commercio globale, la competitività e la crescita. È in questa prospettiva che Ferdinando Gueli, Italian Trade Commissioner dell’Italian Trade Agency, ha incontrato gli studenti durante una company visit dedicata ai meccanismi dell’internazionalizzazione.L’incontro ha preso le mosse da uno scenario significativo: nel 2023 le esportazioni italiane hanno superato i 620 miliardi di euro. Questo dato conferma il ruolo dell’export come principale leva di sviluppo nazionale, posizionando l’Italia tra le grandi potenze commerciali mondiali.

Il ruolo di Italian Trade Agency nello sviluppo internazionale

A sostenere questo processo è Italian Trade Agency, organizzazione pubblica che opera attraverso una rete di oltre 70 uffici in più di 60 Paesi. Ogni anno, l’Agenzia accompagna migliaia di aziende nei percorsi di apertura verso nuovi mercati. Questo supporto riguarda soprattutto le piccole e medie imprese, ossatura del tessuto produttivo italiano.

L’attività dell’Agenzia offre strumenti operativi concreti: partecipazione a fiere internazionali, programmi di business matching e analisi dei mercati. Questi servizi consentono alle imprese di ridurre i rischi legati all’ingresso in nuovi contesti e di strutturare strategie di crescita più solide.

Internazionalizzare oggi: dalla vendita alla strategia

Un messaggio centrale della visita riguarda il cambio di paradigma dell’internazionalizzazione. Non si tratta più soltanto di vendere all’estero. Oggi è necessario costruire un posizionamento duraturo attraverso lo studio dei mercati, la conoscenza delle normative e l’adattamento culturale. Se l’Unione Europea resta il primo sbocco commerciale, cresce l’attenzione verso aree ad alto potenziale come Sud-Est asiatico, Medio Oriente e Africa.

Parallelamente, comparti come meccanica avanzata, farmaceutico, agroalimentare e design continuano a trainare la domanda globale. Questi settori rafforzano costantemente la reputazione internazionale del Made in Italy.

Le competenze richieste dal mercato globale

L’apertura ai mercati internazionali sta ridefinendo le competenze richieste ai giovani professionisti. Le aziende cercano figure capaci di interpretare scenari geopolitici e lavorare in ambienti multiculturali. È fondamentale integrare visione strategica e competenze manageriali.

Per gli studenti, l’incontro ha rappresentato un’occasione concreta per comprendere come il commercio globale si traduca in opportunità professionali. L’internazionalizzazione emerge così come un potente acceleratore di carriera.

Formazione e connessione con l’economia reale

Esperienze come questa confermano il valore del dialogo diretto tra mondo accademico e istituzioni economiche. Rome Business School rafforza un modello formativo orientato alla dimensione internazionale e attento alle trasformazioni dei mercati.

Favorire l’incontro tra studenti e protagonisti dell’economia globale offre strumenti di lettura più consapevoli. Prepariamo manager capaci di operare in contesti interconnessi, una condizione ormai imprescindibile per guidare la crescita delle imprese nel panorama contemporaneo.