La Rome Business School ha ospitato una nuova company visit d’eccezione con Marriott International nell’ambito della rubrica “Future Track” della community Alumni, il format dedicato all’incontro con professionisti internazionali e leader di settore per approfondire i trend che stanno ridefinendo il futuro del business e dell’innovazione.
A guidare la sessione è stato Gerardo Grasso, Senior Manager Digital Field Marketing EMEA, responsabile per Italia e Malta, che collabora quotidianamente con alcuni dei brand più iconici del gruppo, tra cui The EDITION, St. Regis, The Luxury Collection e JW Marriott.
Nel corso dell’incontro, Grasso ha condiviso con gli studenti una visione concreta e strategica del marketing digitale applicato all’hospitality globale, portando esempi legati ad alcuni degli hotel più prestigiosi italiani del gruppo, come The Gritti Palace, The St. Regis Rome e The St. Regis Venice.
Nel suo ruolo, Gerardo Grasso supervisiona l’evoluzione e l’esecuzione dei programmi di Digital Marketing affinché tutti gli hotel siano allineati agli standard globali di Marriott. Un’attività che richiede una forte collaborazione cross-funzionale tra team globali e regionali, in un ecosistema in cui il digital marketing è strettamente connesso alle logiche di distribuzione, posizionamento e generazione della domanda.
Uno degli aspetti chiave emersi durante la company visit è stato proprio il concetto di “field”. Il team Digital Field Marketing di Marriott opera infatti direttamente sul territorio, all’interno di una rete di oltre 1000 marketer distribuiti tra Europa, Middle East e Africa. L’obiettivo è accelerare la localizzazione e la diversificazione delle strategie, aggiungendo un “local touch” alle campagne globali per rendere ogni esperienza più autentica e rilevante per il mercato di riferimento.
Tra le attività principali del team:
Uno dei messaggi più forti lasciati agli studenti riguarda il concetto di efficacia nel digital marketing. Come ha spiegato Grasso:
“We need to generate revenue. If not, it’s not marketing but just decoration.”
Una riflessione che sottolinea come oggi il marketing non possa limitarsi all’estetica o alla creatività fine a sé stessa, ma debba tradursi in risultati misurabili e in reale domanda per il business.
Aggiunge inoltre:
“In ambito hospitality ogni strategia, contenuto, tecnologia o piattaforma deve poter essere tradotta in outcome concreti e misurabili.”
il marketing digitale si colloca infatti all’intersezione tra storytelling, strategia e scienza, dove l’intuizione da sola non è sufficiente se non supportata dai dati.
Secondo Grasso, uno dei principali driver di crescita oggi è la capacità di creare “contenuti che convertono”, ovvero contenuti in grado non solo di ispirare, ma anche di generare performance.
In questo scenario, il sito web rappresenta il vero “specchio digitale” dell’hotel. Prima ancora di investire in media buying, è fondamentale costruire delle solide fondamenta digitali e di brand: trascurare strategia, piattaforma e user experience significa rischiare spreco di budget, erosione della fiducia nel brand e interruzioni nel percorso di prenotazione.
Durante l’incontro sono state approfondite anche le principali fasi del marketing funnel nell’hospitality:
Un customer journey oggi sempre più influenzato da contenuti, intrattenimento e cultura pop. Non a caso Marriott sviluppa partnership strategiche e campagne legate a grandi eventi e celebrity internazionali come Celine Dion, Beyoncé e Taylor Swift, utilizzando piattaforme media e strategie di demand generation per trasformare l’engagement in conversioni.
Tra gli spunti più interessanti emersi durante la sessione, Grasso ha posto una domanda provocatoria agli studenti:
“A Venezia, chi sono oggi i veri competitor di un hotel? Un altro hotel o l’infinità di contenuti presenti sui social media?”
Un interrogativo che evidenzia come oggi la domanda venga creata principalmente sul piano emozionale, mentre in passato la scelta del viaggio era molto più razionale. La travel journey inizia molto prima della prenotazione vera e propria, attraverso immagini, video e storytelling che influenzano desideri e aspettative.
Tuttavia, proprio l’enorme quantità di contenuti disponibili online genera una crescente saturazione narrativa. “L’ostacolo oggi”, ha spiegato, “è comunicare unicità.”
Per questo motivo, l’originalità diventa un asset strategico: i brand devono lottare per essere emotivamente distintivi in un ecosistema digitale sempre più affollato.
Guardando al futuro, Grasso ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale applicata al marketing hospitality. Se da un lato l’AI può generare contenuti in modo rapido ed efficiente, dall’altro emerge una differenza fondamentale: L’AI può creare contenuti rapidamente, ma solo le persone possono veicolarne il vero valore culturale.
Un concetto che riassume perfettamente la sfida futura del settore: utilizzare la tecnologia senza perdere autenticità, rilevanza culturale ed empatia.
L’incontro si è concluso con una riflessione finale particolarmente significativa per gli studenti della Rome Business School:
“The future of hospitality marketing will not belong to the brands that speak the loudest, but to those that people emotionally inhabit long before their arrival.”
Una visione che conferma come il futuro dell’hospitality marketing sarà sempre più guidato dalla capacità dei brand di creare connessioni emotive autentiche, ben prima dell’esperienza fisica del viaggio.