Il confronto è stato guidato da Lucia Conte (Chief People & Organization Officer) e Ayla Romano (People & Organization Specialist). Entrambe hanno delineato un modello di lavoro fondato sull’adattabilità e sulla contaminazione di competenze. Di conseguenza, è emersa l’importanza di saper leggere strategicamente i cambiamenti sociali ed economici attuali.
Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato l’evoluzione dei percorsi professionali. L’esperienza di Italiacamp dimostra come carriere nate in ambiti distanti, come la psicologia clinica o le scienze sociali, trovino oggi spazio nelle funzioni People & Organization. In questi contesti, infatti, l’ascolto e la capacità di analisi diventano leve decisive per il successo.
In un mercato segnato da transizioni frequenti, il valore non risiede più nella linearità del percorso. Al contrario, la vera risorsa è la capacità di integrare competenze diverse. Pertanto, la fluidità diventa uno strumento operativo essenziale per le organizzazioni moderne.
L’intervento ha offerto uno sguardo concreto su come operi una realtà posta tra consulenza strategica e impatto sociale. Italiacamp lavora su hub territoriali e partnership pubblico-private per connettere imprese e istituzioni. In questo quadro, le funzioni HR assumono un ruolo chiave. Esse non si occupano solo di gestione, ma costruiscono culture organizzative coerenti e dialogano costantemente con il mondo universitario.
Particolare attenzione è stata dedicata all’integrazione delle strategie HR nella visione aziendale complessiva. Processi come la talent acquisition e la formazione continua non sono visti come elementi isolati. Al contrario, essi sono parte di una strategia più ampia capace di sostenere l’innovazione nel tempo. In questo senso, la funzione People diventa uno snodo strategico per interpretare i nuovi modelli organizzativi.
L’incontro ha inoltre evidenziato l’importanza del legame tra imprese e istituzioni formative. Il dialogo con gli studenti di Rome Business School mira, infatti, a preparare profili capaci di muoversi in contesti complessi. Esperienze di questo tipo riducono sensibilmente la distanza tra aula e mondo del lavoro. Inoltre, offrono una lettura realistica delle traiettorie professionali oggi possibili.
In conclusione, il messaggio emerso è chiaro: il lavoro non è più un percorso rigido, ma un sistema dinamico. Comprenderne le logiche significa mettere le persone al centro delle strategie di sviluppo. Grazie a questo confronto, gli studenti hanno acquisito strumenti concreti per costruire valore, non solo per le aziende, ma per l’intero ecosistema sociale.