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Il Metodo PCR: una nuova guida per gestire il cambiamento professionale

Nel mercato del lavoro di oggi, la carriera non è quasi mai una linea retta. Di conseguenza, gestire un cambiamento professionale non è solo una questione di competenze tecniche, ma richiede una vera strategia. Durante l’ultimo Company Meeting con BPER, l’esperto di carriera Gabriele Sciulli ha spiegato proprio questo: come affrontare una transizione con fiducia usando il suo Metodo PCR (Promozione, Comunicazione e Relazione).

Dalla stabilità all’innovazione professionale

Il primo passo è cambiare prospettiva: una transizione di carriera non è un evento che “subiamo”, ma una scelta intenzionale. Siamo entrati, dunque, nell’era dell’innovazione professionale, dove non possiamo limitarci a guardare cosa succede nel mercato. Per restare competitivi, infatti, dobbiamo gestire tre cose contemporaneamente: il nostro lavoro di ogni giorno, il nostro brand personale e, soprattutto, la nostra rete di contatti.

Il paradosso del networking: la forza dei “legami deboli”

Un punto molto interessante emerso dall’incontro riguarda la Teoria di Granovetter sui legami sociali. Spesso, quando cerchiamo nuove opportunità, chiediamo aiuto ad amici e parenti (i “legami forti”). Tuttavia, è raro che queste persone ci portino novità reali, perché frequentano i nostri stessi ambienti.

Le vere opportunità arrivano invece dai “legami deboli”, ovvero conoscenti, ex colleghi o persone incontrate una sola volta. Questi contatti sono fondamentali perché fanno da ponte verso mondi e mercati che non conosciamo. Quindi, il segreto per un networking che funziona è la reciprocità: offrire aiuto, un contatto o un’informazione utile agli altri. È così che si costruisce una rete che genera valore nel tempo.

Il fattore umano: psicologia e intelligenza emotiva

Oltre alla strategia, il successo di un colloquio o di un meeting dipende molto da come ci connettiamo con gli altri. A questo proposito, Sciulli ha suggerito due tecniche pratiche per creare subito un buon feeling:

  • Mirroring: Consiste nel sintonizzarsi con lo stile e il ritmo di chi abbiamo di fronte. In questo modo, si crea un clima di fiducia naturale che rende la conversazione molto più fluida.
  • Lettura delle emozioni: Significa andare oltre le parole e osservare i segnali non verbali. Grazie a questo approccio, possiamo capire meglio i bisogni della persona che abbiamo davanti e adattare quello che diciamo in tempo reale.

Conclusione: guida il tuo cambiamento

In sintesi, il meeting con BPER ci ha ricordato che le transizioni di successo nascono dall’unione tra metodo e relazioni umane. Gestire la propria carriera non deve essere fonte di stress, ma un percorso strutturato verso nuove opportunità.

Non aspettare che il mercato cambi per decidere cosa fare: inizia oggi a mappare i tuoi contatti e a curare il tuo posizionamento. Perché nell’era dell’innovazione professionale, il modo migliore per prevedere il futuro è costruirselo da soli.

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