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Nasce l'Academic Advisory Board di Rome Business School: 10 Dean per innovare l'esperienza accademica in Italia

  • Nasce il primo organo consultivo accademico di Rome Business School: un network di Deans e direttori accademici da quattro continenti per guidare l’evoluzione della formazione manageriale.
  • L’iniziativa risponde a una visione precisa: integrare le migliori pratiche didattiche mondiali nei programmi RBS, attraverso un confronto strutturato e continuo tra istituzioni di eccellenza.
  • Tra i membri figurano istituzioni accademiche di primo piano come IE University, Bayes Business School della City University of London, l’Indian Institute of Management, Emlyon Business School e la University of Southampton Business School.
  • L’AAB si affianca al Corporate Advisory Board, estendendo la prospettiva consultiva dalla dimensione corporate e aziendale a quella accademica.

Rome Business School annuncia la nascita dell’Academic Advisory Board (AAB). Questo nuovo organo consultivo strategico riunisce dieci accademici di alto profilo dalle più prestigiose business school del mondo. L’iniziativa rafforza la qualità accademica dell’istituzione e promuove l’innovazione nella didattica. Consolida inoltre il posizionamento di RBS nel panorama internazionale dell’educazione manageriale.

Un network globale per l’eccellenza accademica

Il board riunisce deans, vicedecani e direttori accademici di istituti appartenenti a reti di eccellenza come EFMD. Insieme, i membri coprono Europa, Nord America, America Latina e Asia.

Dal Regno Unito arrivano André Spicer, Dean di Bayes Business School della City University of London; Laura A. Costanzo, Dean della University of Southampton Business School; e Andrew Bingham, Dean di Teesside University. Per l’Europa continentale, il board include Guillermo De Haro Rodriguez, Vice Dean External Relations di IE University in Spagna, e Mark Smith, Dean of Programs di Emlyon Business School in Francia.

Altri membri portano una prospettiva davvero globale. Himanshu Rai, Direttore dell’Indian Institute of Management Indore, rappresenta l’India. William Hardin, Dean del College of Business della Florida International University, rappresenta gli Stati Uniti. José Esteves, Dean di Porto Business School, e Gaston Fornes, Dean di UBI Business School, rappresentano entrambi il Portogallo. Giuliana Leguia, Direttrice di Pacifico Business School, rappresenta infine il Perù.

I membri operano come interlocutori indipendenti, capaci di valutare con sguardo esterno le diverse pratiche accademiche. Portano al tavolo le esperienze delle proprie istituzioni. Favoriscono così uno scambio aperto di metodologie didattiche tra realtà accademiche di primo piano a livello mondiale. L’AAB si affianca al Corporate Advisory Board, completando un ecosistema consultivo sempre più ricco: da un lato la voce di 137 aziende globali, dall’altro quella di dieci tra i più autorevoli accademici internazionali.

Sei aree di intervento, un impatto diretto sugli studenti

Il lavoro dell’AAB si articola su sei priorità strategiche. La progettazione curriculare integra il feedback del mondo produttivo nello sviluppo dei programmi, bilanciando conoscenze teoriche e competenze pratiche. L’innovazione nell’apprendimento e nella didattica esplora nuove metodologie di insegnamento e modelli di blended learning. Include anche tecniche di valutazione che vanno oltre l’esame tradizionale.

I modelli di quality assurance definiscono framework per la revisione periodica dei programmi. Incorporano il punto di vista di docenti, studenti e imprese nella misurazione degli outcome formativi. La gestione del corpo docente affronta invece lo sviluppo professionale dei professori, i modelli di recruitment e retention, e i sistemi di valutazione e riconoscimento dell’eccellenza nell’insegnamento.

I modelli di ricerca accademica confrontano le strategie delle migliori business school internazionali. L’obiettivo è strutturare la ricerca e aumentare la qualità delle pubblicazioni. Infine, l’area EduTech, AI e Digital Revolution esplora l’intelligenza artificiale come strumento di personalizzazione dell’apprendimento. Copre anche le innovazioni nei Learning Management System, l’integrità accademica nell’era dell’AI e le potenzialità del learning analytics.

Per ciascuna area, i membri condividono pratiche consolidate nelle proprie istituzioni. Formulano inoltre raccomandazioni per allineare l’offerta di RBS ai più elevati standard globali. L’obiettivo finale è un impatto misurabile sull’esperienza degli studenti: programmi più aderenti alle tendenze del mercato globale, metodologie didattiche innovative e maggiore attenzione alle competenze del futuro.

Il calendario delle attività prevede un kick-off virtuale a settembre 2026. Seguirà un primo Annual Meeting in presenza a Roma nel mese di novembre, con tavole rotonde tematiche, sessioni plenarie e un programma culturale dedicato. Nel corso dell’anno accademico 2026-2027 sono previsti anche workshop virtuali, focalizzati su Faculty Management e Innovation in Learning & Technology. L’obiettivo è tradurre le raccomandazioni del board in iniziative concrete per docenti e studenti.

“Con l’Academic Advisory Board, Rome Business School compie un passo ulteriore nel proprio percorso verso l’eccellenza: costruire ponti tra le migliori pratiche accademiche mondiali e l’esperienza quotidiana dei propri studenti, con l’obiettivo di formare manager capaci di operare e distinguersi in un contesto globale,” afferma Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School.

Le voci dei membri

La prospettiva degli accademici coinvolti restituisce la portata strategica dell’iniziativa.

«Sono onorato di contribuire a un’istituzione che promuove l’eccellenza accademica, l’innovazione e la leadership globale. Questo Advisory Board rappresenta una piattaforma preziosa per connettere accademia, industria e prospettive internazionali diverse, assicurando che l’educazione rimanga rilevante e capace di rispondere a un mondo in rapida evoluzione», afferma Guillermo De Haro Rodriguez, Vice Dean External Relations di IE University.

Sul valore del confronto tra istituzioni si esprime Himanshu Rai, Direttore dell’Indian Institute of Management Indore: «Ho sempre creduto che l’educazione abbia il potere di trascendere i confini, ispirare l’innovazione e generare un impatto duraturo sulla società. Non vedo l’ora di lavorare con i colleghi del board per promuovere l’eccellenza accademica e contribuire a formare la prossima generazione di leader responsabili».

Inquadra infine il momento dell’educazione manageriale William Hardin, Dean del College of Business della Florida International University: «L’educazione manageriale si trova a un punto di svolta che richiederà innovazione e la capacità di coniugare le esigenze degli studenti con quelle del mercato. Sono entusiasta di lavorare con un gruppo di advisor determinati a fare la differenza in questo nuovo scenario».