L’industria della moda contemporanea richiede leader forti. Nello specifico, servono manager capaci di trasformare i valori del brand in asset strategici. Questo è stato il tema centrale di un recente workshop presso la Rome Business School. La sessione è stata guidata da Caroline Diouf, HR Recruiter Specialist di Liu Jo.
Marco Marchi ha fondato il brand nel 1995. Fin dall’inizio, la sua visione è stata molto chiara: voleva celebrare l’identità femminile e promuoverne l’empowerment. Oggi, Liu Jo fa parte del Gruppo Exide (Eccellenze Italiane). Di conseguenza, è diventata un attore internazionale leader nel segmento premium contemporary. L’azienda dimostra come posizionarsi globalmente restando legati a una missione originaria: valorizzare storie autentiche attraverso forti sinergie.
Un focus centrale del workshop è stata la struttura organizzativa del marchio, poggiata su tre pilastri che garantiscono una crescita responsabile per il futuro.
Dal 2019, Liu Jo ha accelerato il suo impegno per il pianeta, lanciando il manifesto “Fashion is Change”. Tale scelta rappresenta un ripensamento consapevole del loro modello di business, integrando talvolta obiettivi di sostenibilità nello sviluppo a lungo termine.
D’altro canto, attraverso il progetto “Better Together”, Liu Jo traduce i valori in azioni tangibili. A tal proposito, Caroline Diouf ha spiegato due pilastri chiave durante la sessione: il Sustainable Retail, che si concentra sull’efficienza energetica e sul packaging certificato FSC. In secondo luogo, l’Etica del Lavoro, garantita dalla certificazione SA8000. Questo standard internazionale è un asset essenziale per i manager moderni, poichè permette loro di operare con integrità e trasparenza nei mercati globali.
Attraverso questa esperienza, gli studenti della Rome Business School hanno imparato come una visione aziendale richieda competenze di alto livello. Il management non riguarda solo il design: al contrario, riguarda la gestione della complessità.
I futuri leader devono imparare a interpretare le certificazioni internazionali, così come devono anche supervisionare catene di fornitura etiche. Pertanto, la testimonianza di Caroline Diouf sottolinea la necessità di una formazione specifica. Queste considerazioni uniscono la creatività al rigore gestionale, e preparano i professionisti a trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo duraturo.
In conclusione, il workshop di Liu Jo conferma una nuova realtà: il successo nella moda dipende dall’unione del profitto con l’impatto sociale. Grazie a una solida governance, il brand funge da modello di eccellenza. Si può, dunque, affermare quanto il management possa davvero guidare il cambiamento, e come l’industria si stia muovendo verso un futuro più consapevole e sostenibile.