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L'intelligenza Artificiale e l'occupabilità del futuro per gli studenti dell'istruzione superiore

Esplorando l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupabilità futura: opportunità, sfide e la necessità di una formazione adeguata per gli studenti universitari

Il 20 marzo 2025, la Rome Business School ha presentato i risultati di uno studio condotto in collaborazione con Planeta Formación y Universidades e GAD3, focalizzandosi sulle percezioni, competenze e aspettative degli studenti universitari italiani riguardo all’intelligenza artificiale (IA) e al suo impatto sull’occupabilità del futuro. Lo studio ha coinvolto oltre 3.600 studenti in Italia, Spagna, Francia e Colombia, mettendo in luce la crescente importanza dell’IA nelle carriere professionali e la carenza di preparazione adeguata in questo ambito.

L’IA tra Opportunità e Preoccupazioni

Secondo lo studio, l’89% degli studenti italiani utilizza strumenti di IA, con il 76% che fa uso di IA generativa e il 64% che la sfrutta come assistente personale. Tuttavia, solo il 32% degli studenti si ritiene in grado di sviluppare soluzioni basate sull’IA, rivelando un ampio divario nelle competenze tecnologiche. Nonostante l’elevato uso di strumenti di IA, manca una preparazione approfondita per comprendere e applicare le tecnologie emergenti.

Le principali opportunità riconosciute dagli studenti riguardano il miglioramento della produttività (40%) e i progressi nella ricerca e sviluppo (38%). Al contrario, le preoccupazioni più diffuse riguardano la perdita di posti di lavoro dovuta all’automazione, con il 33% degli intervistati che vede in questo fenomeno una minaccia per il mercato del lavoro. I settori considerati più vulnerabili sono la manifattura (30%), il lavoro amministrativo (17%) e le professioni creative (15%). Nonostante queste preoccupazioni, il 31% degli studenti è ottimista riguardo alla creazione di nuove opportunità lavorative, soprattutto in settori innovativi.

La Formazione in Intelligenza Artificiale: Una Necessità Urgente

L’analisi ha evidenziato che solo il 23% degli studenti italiani ha ricevuto formazione specifica sull’IA, in particolare nelle discipline ingegneristiche e architettoniche. Questo dato dimostra l’urgenza di colmare il gap formativo. Nonostante questa carenza, il 64% degli studenti ha dichiarato di voler approfondire le proprie competenze in IA, riconoscendo l’importanza cruciale di queste competenze per il loro futuro professionale.

Antonio Ragusa, Dean della Rome Business School, ha enfatizzato come l’IA stia già ridefinendo i percorsi educativi e professionali.

“Gli studenti sono sempre più consapevoli del ruolo centrale dell’IA, ma emerge chiaramente la necessità di potenziare la formazione in questo campo”,

ha affermato Ragusa. A tale scopo, la Rome Business School ha introdotto corsi specifici di prompting, aiutando gli studenti a interagire in modo più efficace con gli strumenti di IA, oltre a sviluppare moduli focalizzati sulle applicazioni industriali dell’IA e a collaborare con il mondo aziendale per arricchire l’offerta formativa.

L’IA e il Futuro del Lavoro: Le Sfide e le Opportunità

Un tema ricorrente riguarda l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro. La ricerca ha rilevato che il 33% degli studenti italiani teme che l’automazione porterà alla perdita di posti di lavoro, ma il 31% ritiene che l’IA genererà nuove opportunità, specialmente in settori emergenti. I settori più esposti sono la manifattura, l’amministrazione e le professioni creative, mentre i ruoli dirigenziali e quelli altamente qualificati sembrano essere meno vulnerabili.

L’intelligenza artificiale potrebbe trasformare il panorama lavorativo, automatizzando compiti ripetitivi e consentendo ai professionisti di concentrarsi su attività più complesse e strategiche. Tuttavia, la paura di un aumento della disoccupazione è palpabile, in particolare tra i lavoratori dei settori più tradizionali.

Adattare l’Educazione per il Futuro del Lavoro

Gli studenti italiani sono consapevoli delle sfide e delle opportunità derivanti dall’IA, ma la formazione universitaria deve adattarsi rapidamente. Il 74% degli studenti ritiene che le università debbano integrare l’IA nei curricula, con particolare attenzione alla preparazione dei docenti. Inoltre, il 68% degli intervistati suggerisce una collaborazione più stretta tra istituzioni accademiche e aziende tecnologiche per garantire che le competenze sviluppate siano allineate alle esigenze del mercato.

Emanuele Cacciatore, Offering, Innovation and Go-to-Market Director di Engineering Group, ha sottolineato che “Non dobbiamo solo insegnare agli studenti a convivere con l’IA, ma a guidarla, controllarla e migliorarla“. È fondamentale che le università non solo trasmettano conoscenze teoriche, ma formino anche professionisti in grado di affrontare in modo critico e etico le sfide legate all’intelligenza artificiale.

In conclusione, l ’intelligenza artificiale sta trasformando sia l’educazione che il mondo del lavoro, ma le sfide sono evidenti. La formazione in IA deve essere potenziata e resa accessibile a tutti gli studenti per prepararli adeguatamente a un futuro professionale in cui l’IA giocherà un ruolo fondamentale. La collaborazione tra università, aziende e centri di ricerca è cruciale per affrontare le sfide dell’IA e per tradurle in opportunità reali, garantendo così un futuro competitivo e sostenibile per i professionisti di domani.