Insight Interview with Alessandro Di Pasquale,

People Development & Talent Acquisition Specialist – RDS

Personal Branding

1) Cosa si intende per Personal Branding?

Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, definisce il Personal Branding come “ciò che la gente dice di te, una volta che sei uscito dalla stanza”. Il Personal Branding, secondo me, non è altro che lo sforzo e la strategia messa in piedi per cercare di influenzare ciò che la gente potrebbe dire di noi, posizionandoci come una vera e propria autorità all’interno del nostro settore di riferimento.

2) Perché è importante?

In una società sempre più digitale, dove non ci sono più confini e la competizione è globale, il Personal Branding gioca un ruolo sempre più chiave. Sapersi differenziare dagli altri e il saper costruire il proprio brand in un modo credibile, permette di aprire porte che prima risultavano nascoste o invisibili. Considerando che il 70% dei professionisti HR utilizzano i Social Networks per lavoro, che il 78% dei Recruiters trova il candidato giusto all’interno del proprio Network e che nell’85% dei casi in una selezione la reputazione online gioca un ruolo chiave, è fondamentale essere in grado di costruire la propria visibilità strutturando delle vere e proprie strategie. 

3) Quali sono i passaggi principali per costruire un Personal Brand efficace?

Il processo di costruzione del Personal Brand si articola in 5 passaggi fondamentali: 

  • Stabilire la propria destinazione: è fondamentale iniziare dalla definizione del proprio obiettivo (“Start with the end in mind”), del target che vogliamo colpire e dei canali di comunicazione più idonei che vogliamo utilizzare.
  • Massimizzare i propri punti di forza: partendo da un’analisi di sé stessi è fondamentale evidenziare quali sono i nostri punti di debolezza, o aree di miglioramento, e quali invece sono i nostri punti di forza. Una volta terminato questo esercizio, sottolineiamo i nostri punti di forza, saranno loro il focus del nostro piano di comunicazione. Attenzione però: non tralasciamo i nostri punti di debolezza ma iniziamo a lavorarci da subito, impostando un piano di miglioramento a breve-medio termine.
  • Sviluppare una narrativa: cominciamo ad impostare un piano di comunicazione e uno storytelling intorno ai nostri punti di forza, ai nostri interessi e alle nostre passioni. Il piano di comunicazione deve essere sia online che offline e deve assolutamente considerare quello che è il target scelto al punto 1. La cosa più importante è essere sempre onesti, mentire sulle proprie competenze o conoscenze non porta alcun vantaggio.
  • Introdurre nuovamente se stessi: presentiamoci nuovamente al mondo permettendo al nostro network di sapere effettivamente chi siamo.

5- Dimostriamo il nostro valore: ovviamente dobbiamo metterci del nostro. Nemmeno la più articolata e valida strategia di Personal Branding può ottenere alcun risultato senza il nostro impegno e la nostra determinazione. La costanza, ad esempio, è il valore più importante da tenere in considerazione nel Personal Branding, se non si è costanti nell’applicazione della nostra strategia il rischio è quello di ottenere risultati controproducenti o poco credibili.

4) Quanto è importante la propria immagine e profilo professionale sul mercato del lavoro?

Il mercato del lavoro si sta evolvendo sempre di più, la competizione tra i Job Seekers è sempre più alta e spesso i vari candidati hanno accesso alle stesse risorse. Per questo motivo la propria immagine e il proprio profilo professionale spesso possono fare la differenza. Il Personal Brand è fondamentale per qualsiasi tipologia di professione e seniority. Ovviamente per una questione generazionale gli appartenenti alla GenZ e ai Millennials pongono più attenzione alla costruzione del proprio Brand ma questo ormai fa la differenza anche per i profili più senior (Gen X e Baby Boomer) che sempre di più si scontrano con l’importanza di tali tematiche.

5) Può il Personal Branding risultare la carta vincente durante la ricerca del lavoro? 

Il personal Branding non solo può risultare la carta vincente durante la ricerca del lavoro ma può fare addirittura la differenza. Questo è uno strumento talmente potente che può creare opportunità anche dove non ci sono.

6) Passando a lei, come ha costruito la sua immagine professionale?

Fin dall’università ho sempre cercato di costruire la mia immagine professionale raccontando delle mie passioni e dei miei interessi come professionista e come persona. Ho la fortuna di fare il lavoro che amo e di vivere ogni giorno in ufficio come se fosse ancora il mio primo giorno di lavoro. Il mio obiettivo, quindi, è sempre stato quello di raccontare e condividere la mia passione per il mondo HR in tutte le sue sfaccettature, approfondendone da sempre tutti gli aspetti. Quello che mi ha aiutato più di tutto nella costruzione della mia immagine professionale è stata sicuramente la mia forte curiosità nello scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo e la determinazione nel voler far conoscere la mia passione a tutto il mio network, non solo lavorativo.

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