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IFAD a Rome Business School: investimenti, sviluppo rurale e opportunità di carriera nelle Nazioni Unite

La lotta alla povertà e alla fame passa anche attraverso gli investimenti finanziari, l’accesso alle risorse e la creazione di opportunità economiche per le comunità rurali. È questa la missione dell’International Fund for Agricultural Development (IFAD), agenzia specializzata delle Nazioni Unite e istituzione finanziaria internazionale con sede a Roma, protagonista di un incontro a Rome Business School dedicato allo sviluppo sostenibile e alle prospettive professionali nel sistema ONU.

A guidare la presentazione è stata Joy Rostrata, HR Analyst del Talent Acquisition Team di IFAD e alumna di Rome Business School, affiancata da altre professioniste dell’organizzazione. L’incontro ha approfondito il modello operativo del Fondo, il suo impatto sulle comunità rurali e i percorsi di accesso a una carriera internazionale, offrendo agli studenti una prospettiva diretta sulle competenze e sulle esperienze richieste per lavorare nel settore della cooperazione allo sviluppo.

IFAD: la finanza come strumento di sviluppo sostenibile

Fondato nel 1977, IFAD si distingue all’interno del sistema delle Nazioni Unite per la propria doppia natura di agenzia specializzata e istituzione finanziaria internazionale. Attraverso prestiti, sovvenzioni e programmi di investimento, l’organizzazione sostiene lo sviluppo economico delle aree rurali, intervenendo su questioni che comprendono la sicurezza alimentare, l’accesso ai finanziamenti, l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’inclusione sociale.

Per illustrare la portata delle attività dell’organizzazione, Joy Rostrata ha condiviso alcuni risultati dei progetti finanziati da IFAD. Secondo i dati presentati durante l’incontro, 92 milioni di persone hanno beneficiato dei progetti di investimento in corso, con una partecipazione femminile pari al 51% e una presenza di giovani del 25%. Nei progetti oggetto di valutazione, i partecipanti hanno registrato un incremento medio del reddito del 34%, mentre 1,1 milioni di famiglie hanno adottato tecnologie resilienti ai cambiamenti climatici.

Numeri che mostrano come lo sviluppo rurale richieda interventi capaci di combinare risorse economiche, competenze tecniche e trasformazioni sociali. A differenza degli interventi umanitari di emergenza, IFAD opera prevalentemente attraverso programmi di investimento di lungo periodo, sviluppati in collaborazione con i governi e con il coinvolgimento delle comunità locali.

Durante la presentazione è stato evidenziato anche il ruolo dei piccoli produttori agricoli, che contribuiscono in maniera determinante alla produzione alimentare mondiale, pur affrontando difficoltà legate all’accesso al credito, alle infrastrutture e ai mercati. In questo contesto, gli investimenti diventano uno strumento per rafforzare la produttività, sostenere l’imprenditorialità rurale e rendere le comunità economicamente più resilienti.

Cambiamento climatico, inclusione finanziaria e cooperazione internazionale

L’impatto delle attività di IFAD va oltre il settore agricolo: lo sviluppo rurale è strettamente collegato alla gestione delle risorse naturali, all’accesso alle infrastrutture e alla capacità delle comunità di adattarsi alle trasformazioni ambientali ed economiche.

Particolare attenzione è stata dedicata ai cambiamenti climatici, che incidono direttamente sulla produttività agricola e sulle condizioni di vita delle popolazioni più vulnerabili. Gli interventi possono comprendere l’introduzione di colture più resistenti alla siccità, il miglioramento della gestione delle risorse idriche e la diffusione di conoscenze tecniche tra agricoltori e comunità locali.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda le rimesse dei migranti, una fonte di reddito essenziale per numerose famiglie nei Paesi in via di sviluppo. IFAD lavora anche per favorire servizi finanziari più accessibili e ridurre i costi dei trasferimenti internazionali, contribuendo a rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse economiche destinate alle comunità di origine. È emersa inoltre l’importanza della cooperazione tra Paesi del Sud globale, attraverso lo scambio di esperienze, tecnologie e soluzioni già sperimentate in contesti simili. Questo approccio permette di valorizzare le conoscenze locali e adattare gli interventi alle specificità economiche, ambientali e sociali dei territori.

Dalle internship ai Junior Professional Officer: i percorsi per entrare in IFAD

La seconda parte dell’incontro si è concentrata sulle opportunità professionali offerte dall’organizzazione, con un approfondimento sui principali canali di ingresso per studenti, neolaureati e professionisti.

Tra questi figurano gli internship programme– I tirocini rappresentano una prima opportunità di esperienza all’interno del sistema delle Nazioni Unite e coinvolgono diverse aree, dalle risorse umane alla finanza, dall’audit alle attività tecniche legate allo sviluppo internazionale. Il programma prevede tirocini retribuiti della durata iniziale di sei mesi, con possibilità di estensione per ulteriori sei mesi.

Per i giovani professionisti con esperienza lavorativa, un percorso distinto è rappresentato dal Junior Professional Officer (JPO) Programme. Il programma consente di acquisire esperienza operativa nel campo dello sviluppo internazionale attraverso incarichi generalmente biennali, finanziati dai governi sponsor. I requisiti illustrati comprendono un titolo universitario avanzato, almeno due anni di esperienza professionale pertinente e specifici limiti di età, variabili in base agli accordi con i governi partecipanti.

Joy Rostrata ha invece approfondito le opportunità di consulenza, rivolte a professionisti in grado di offrire competenze specialistiche e supporto tecnico alle diverse funzioni dell’organizzazione. Le posizioni comprendono incarichi junior e senior, con requisiti differenziati in base al livello di esperienza. L’insieme di questi percorsi riflette la varietà dei profili professionali ricercati da IFAD. Accanto agli esperti di agricoltura e sostenibilità, l’organizzazione necessita infatti di competenze in economia, finanza, gestione dei programmi, tecnologia, comunicazione e risorse umane.

Come candidarsi: motivazione, competenze e visione internazionale

Quali caratteristiche rendono competitiva una candidatura per un’organizzazione internazionale? La parte conclusiva dell’incontro ha fornito indicazioni concrete sui processi di selezione, sottolineando l’importanza di una preparazione accurata e di una motivazione coerente con la missione istituzionale di IFAD.

Le candidature devono essere presentate attraverso il portale ufficiale Careers dell’organizzazione, compilando in modo completo le informazioni richieste. Il semplice caricamento del curriculum non sostituisce la compilazione dei campi relativi al percorso accademico, alle esperienze professionali e alle competenze maturate.

La motivazione personale è emersa come uno degli elementi più rilevanti nella valutazione dei candidati. Conoscere il mandato di IFAD, comprenderne le attività e individuare il collegamento tra la propria formazione e le esigenze dell’organizzazione permette di costruire una candidatura più mirata. Anche esperienze di volontariato, progetti universitari e precedenti attività professionali possono contribuire a dimostrare interesse e competenze pertinenti.

Nel corso del confronto è stato inoltre chiarito il ruolo dei colloqui basati sulle competenze, utilizzati per valutare attraverso esempi concreti le capacità richieste dalle diverse posizioni. Accanto alle conoscenze tecniche, assumono rilevanza la collaborazione in contesti multiculturali, l’adattabilità e la capacità di contribuire a obiettivi condivisi. L’esperienza della stessa Joy Rostrata, passata dalla formazione manageriale di Rome Business School a un ruolo nel Talent Acquisition Team di IFAD, ha rappresentato un collegamento diretto tra percorso accademico e opportunità professionali nelle organizzazioni internazionali.

Per gli studenti di Rome Business School, l’incontro ha offerto una visione concreta di come competenze manageriali, finanziarie e organizzative possano essere applicate a sfide globali. Lavorare nello sviluppo internazionale significa contribuire a trasformare risorse e conoscenze in risultati tangibili, attraverso professioni che uniscono capacità tecniche, collaborazione interculturale e responsabilità verso le comunità.