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Scalapay e le carriere internazionali:come trasformare il cambiamento in opportunità

Scalapay

Cambiare Paese, settore o ruolo professionale significa confrontarsi con nuovi mercati, culture e modalità di lavoro. Ma quanto conta l’esperienza già acquisita quando si decide di intraprendere una direzione diversa? E quali competenze permettono di costruire una carriera internazionale senza dover ripartire da zero?

Sono alcuni dei temi affrontati nel nuovo episodio di The Career Toolkit di Rome Business School, che ha visto Carla Ferrero, Career Advisor e Founder di Ni-Cons Career Consulting, dialogare con Marco Volpi, Director, Global Account Sales di Scalapay e membro del Corporate Advisory Board di Rome Business School. Attraverso un percorso professionale sviluppato tra Londra, Milano e Barcellona, Volpi ha condiviso la propria esperienza nel mondo delle vendite internazionali, approfondendo le sfide della mobilità geografica, il passaggio dal settore software al fintech e le competenze necessarie per adattarsi a un mercato del lavoro in continua evoluzione.

Costruire una carriera internazionale: competenze, lingua e valore aggiunto

Dopo gli studi in economia e un’esperienza formativa a Barcellona, Marco Volpi ha avviato la propria carriera a Londra, specializzandosi nelle vendite di soluzioni tecnologiche e sviluppando progressivamente competenze nella gestione di clienti enterprise e strategici. Il suo percorso lo ha successivamente portato a Milano e poi nuovamente in Spagna, dove oggi ricopre un ruolo di responsabilità internazionale in Scalapay.

Nel confronto con Carla Ferrero, uno dei primi temi affrontati è stato quello della mobilità professionale. Trasferirsi all’estero rappresenta spesso un’opportunità di crescita, ma richiede di superare ostacoli che vanno ben oltre la ricerca di un’offerta di lavoro.

Secondo Volpi, la conoscenza della lingua locale costituisce uno dei principali fattori di competitività, soprattutto per le posizioni che richiedono una relazione diretta con clienti e partner commerciali. A questo si aggiungono le differenze culturali, i requisiti amministrativi e la necessità di comprendere le aspettative delle aziende nei diversi mercati.

Il punto decisivo rimane tuttavia la capacità di dimostrare quale valore aggiunto si possa offrire rispetto ai candidati già presenti nel Paese. Un’esperienza internazionale può diventare un elemento distintivo quando permette di introdurre competenze, prospettive e approcci che arricchiscono il lavoro di un’organizzazione.

La mobilità non è quindi soltanto una questione geografica, ma un esercizio di adattamento professionale: imparare a lavorare con interlocutori differenti, comprendere nuovi contesti e valorizzare la propria esperienza in mercati competitivi.

Dal software al fintech: cambiare settore senza perdere le competenze acquisite

Uno dei passaggi più significativi della carriera di Volpi è stato il trasferimento dal mondo del software e dei servizi SaaS (Software as a Service) a quello del fintech, settore che integra tecnologia e servizi finanziari.

Sebbene entrambi gli ambiti condividano una forte componente tecnologica, il cambiamento ha richiesto un importante investimento nell’apprendimento. Il fintech opera infatti in un contesto caratterizzato da normative finanziarie, requisiti regolamentari e dinamiche commerciali differenti rispetto a quelle del mercato software.

Volpi ha raccontato come i primi mesi in Scalapay siano stati dedicati all’acquisizione di nuove conoscenze attraverso il confronto con colleghi e manager, la partecipazione a conferenze e lo studio autonomo. Un processo affrontato con la consapevolezza di non possedere immediatamente tutte le competenze richieste dal nuovo settore.

Da questo percorso emerge una riflessione particolarmente rilevante per chi desidera cambiare direzione professionale: reinventarsi non significa cancellare l’esperienza precedente, ma individuare le competenze trasferibili e applicarle a un contesto diverso.

Le capacità di negoziazione, gestione delle relazioni commerciali e sviluppo di account strategici, maturate nel settore software, hanno costituito una base per affrontare le nuove responsabilità in Scalapay. Allo stesso tempo, l’esperienza in un’altra industria ha permesso di contribuire con prospettive differenti rispetto a quelle dei professionisti già specializzati nel fintech.

Carla Ferrero ha approfondito proprio questo aspetto, evidenziando come molti candidati tendano a sottovalutare il proprio percorso quando decidono di cambiare settore. Riconoscere e comunicare efficacemente le competenze trasferibili diventa invece uno strumento per affrontare una transizione professionale.

Dietro le vendite internazionali: negoziazione, complessità e capacità di adattamento

L’esperienza in Scalapay ha permesso di approfondire anche le caratteristiche meno visibili dei ruoli commerciali internazionali. La gestione dei grandi clienti richiede infatti un’attività che va oltre la vendita e coinvolge relazioni di lungo periodo, processi decisionali articolati e una conoscenza approfondita delle esigenze delle organizzazioni.

Volpi ha descritto un’attività professionale caratterizzata da frequenti trasferte, incontri con clienti internazionali e negoziazioni che possono richiedere tempi particolarmente lunghi. In alcuni casi, le decisioni commerciali delle grandi aziende possono svilupparsi nell’arco di anni, rendendo necessarie continuità, pazienza e capacità di gestire risultati non immediati.

Nel fintech, questa complessità si accompagna inoltre all’evoluzione delle tecnologie di pagamento e ai requisiti normativi che regolano il settore. La capacità di aggiornarsi e comprendere nuovi prodotti rappresenta quindi una componente del lavoro commerciale.

Il confronto ha evidenziato come la crescita professionale dipenda anche dalla capacità di affrontare l’incertezza e mantenere un approccio costruttivo di fronte alle difficoltà. Un principio applicabile tanto alla gestione dei grandi clienti quanto alle scelte di carriera.

Intelligenza artificiale e competenze trasversali nel mercato del lavoro

Guardando alle competenze richieste ai professionisti di domani, Volpi ha individuato nell’intelligenza artificiale uno degli strumenti destinati a influenzare maggiormente l’evoluzione del lavoro, anche nelle funzioni non strettamente tecnologiche.

Nel settore commerciale, ad esempio, l’AI può supportare attività operative e processi di analisi, contribuendo a modificare il modo in cui i professionisti organizzano e gestiscono il proprio lavoro. Per chi si affaccia al mercato occupazionale, acquisire familiarità con questi strumenti rappresenta dunque un investimento utile indipendentemente dalla specializzazione scelta.

Le competenze tecnologiche, tuttavia, devono accompagnarsi a qualità trasversali come flessibilità, curiosità e disponibilità all’apprendimento. Secondo Volpi, i giovani professionisti dovrebbero considerare i primi anni di carriera come un percorso di sperimentazione, nel quale accettare feedback, assumersi responsabilità e confrontarsi con situazioni nuove.

Un altro elemento emerso riguarda la capacità di ricercare attivamente le opportunità, soprattutto quando si desidera lavorare all’estero. Costruire relazioni professionali, ampliare il proprio network e affrontare i processi di selezione con perseveranza permette di aumentare le possibilità di ingresso in mercati differenti.

Una carriera non deve necessariamente seguire un percorso lineare

La conversazione si è conclusa con una riflessione sulle aspettative che accompagnano l’inizio di una carriera. La pressione di dover individuare immediatamente il percorso professionale ideale può condizionare le decisioni di studenti e neolaureati, soprattutto in un mercato caratterizzato da trasformazioni rapide.

Ripercorrendo la propria esperienza, Volpi ha evidenziato come anche dopo dieci anni di attività sia naturale non avere una visione definitiva del proprio futuro professionale. Le scelte vengono compiute sulla base delle informazioni e delle opportunità disponibili in un determinato momento, mentre nuove esperienze permettono di ridefinire progressivamente interessi e obiettivi.

Attraverso The Career Toolkit, Rome Business School continua a promuovere il confronto tra la propria comunità e professionisti attivi nei mercati internazionali, offrendo prospettive concrete sulle trasformazioni del lavoro.

Il dialogo tra Carla Ferrero e Marco Volpi restituisce un messaggio che supera i confini del settore fintech: costruire una carriera internazionale significa saper valorizzare ciò che si è imparato, continuare ad acquisire competenze e riconoscere nel cambiamento una possibilità di evoluzione professionale.