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Longevity economy: gli over 50 generano il 67,7% dei consumi in Italia

L'impatto del cambiamento demografico su mercato immobiliare, sanità e scenari finanziari globali.
12/01/2026 Divulgatory Research Download PDF
  • Gli over 50 rappresentano oltre il 45% della popolazione europea. Oggi sono il principale motore dei consumi e generano circa il 67,7% della spesa in Italia.
  • In Italia, quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni. L’età media ha raggiunto i 46,8 anni e la quota di over 65 salirà al 34,6% entro il 2050.
  • Crescono quindi le opportunità di investimento in sanità, housing e strumenti finanziari per i Silver.
  • Il settore AgeTech ha attratto circa 700 milioni di dollari di investimenti globali nel 2025. Include soluzioni per monitoraggio, sicurezza e benessere cognitivo.
  • Le scelte finanziarie dei Silver restano prudenti. Oltre il 72% degli investitori over 55 privilegia strumenti a basso o medio rischio.

Martedì, 13 gennaio 2026. L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. Questo cambiamento demografico sta ridefinendo gli equilibri economici e sociali. Secondo i dati ISTAT, quasi un quarto della popolazione italiana ha più di 65 anni. In questo scenario, la popolazione “Silver” non è più un segmento marginale. Al contrario, è un pilastro dell’economia nazionale. Oggi gli over 50 sono responsabili del 67,7% della spesa complessiva. Si stima che questa quota supererà il 70% entro il 2035.

A livello globale, questo fenomeno è noto come longevity economy. Si tratta di un ecosistema economico trainato dall’aumento della popolazione anziana e da nuovi modelli di consumo. Questo è il tema del nuovo report di Rome Business School: “Popolazione Silver e longevity economy”. Lo studio è a cura di Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca RBS, Francesco Baldi, Docente dell’International Master in Finance di Rome Business School, Massimiliano Parco, Economista, Centro Europa Ricerche.

Reddito e patrimonio: la solidità economica dei Silver

La popolazione Silver italiana presenta una struttura economica solida. I dati di Intesa Sanpaolo mostrano che il reddito medio annuo tocca il picco tra i 45 e i 54 anni. In questa fascia supera i 34.000 euro. Successivamente, il reddito si riduce progressivamente dopo il ritiro dal lavoro. Tuttavia, la stabilità degli anziani è sostenuta da un grande patrimonio accumulato.

I 55-64enni dispongono in media di 137.040 euro di patrimonio finanziario e 205.270 euro di patrimonio immobiliare, mentre gli over 65 mantengono 112.713 euro di attività finanziarie e 202.422 euro di patrimonio immobiliare. In questa fascia d’età, il patrimonio immobiliare arriva a valere fino a 7,8 volte il reddito annuo, evidenziando come il benessere economico nella terza età dipenda soprattutto dalla ricchezza accumulata e non più dal reddito corrente”, afferma Baldi.

Anche il risparmio riflette un’attenzione alla sicurezza. In media, le famiglie over 65 accantonano l’11,7% del reddito. Risparmiano soprattutto per motivi precauzionali e previdenziali. Al contrario, il risparmio per investimenti resta marginale, sotto il 3,5%. Questo dato segnala una forte preferenza per la protezione del capitale.

Scelte di investimento: prudenza e bassa propensione al rischio

Con l’avanzare dell’età, le strategie finanziarie diventano più conservative. I Silver cercano sicurezza, rendimenti stabili e liquidità. Infatti, il 72% degli investitori over 55 sceglie strumenti a basso o medio rischio.

Con l’età cresce la diffusione delle obbligazioni tra gli investitori, mentre diminuisce l’esposizione azionaria. La quota di individui che detengono obbligazioni passa infatti dal 14,1% tra i 25-34enni al 22,7% tra gli over 65, mentre solo il 7,1% degli over 65 investe in azioni. Nei portafogli dei Silver, le obbligazioni mantengono un peso stabile (26%), confermando un orientamento focalizzato sulla protezione del capitale, secondo un’indagine di Intesa Sanpaolo-Centro Einaudi (2025).

In Italia, questa prudenza si unisce a una forte esposizione immobiliare. Oltre il 70% delle famiglie senior è proprietario di casa senza mutuo. L’immobile resta quindi il pilastro principale della ricchezza. Inoltre, cresce il risparmio destinato al sostegno economico dei figli.

Sanità, AgeTech e housing: i mercati in crescita

I settori legati alla longevità sono in forte espansione. Tra questi figurano la sanità, l’assistenza e le infrastrutture dedicate. Nei Paesi OCSE, la spesa sanitaria rappresenta il 9,3% del PIL. Il miglioramento dell’healthy aging potrebbe aumentare il PIL globale di 0,4 punti annui fino al 2050.

Oltre alla sanità, cresce l’ecosistema AgeTech. Include tecnologie per il monitoraggio remoto e il benessere cognitivo. Nel 2025, questo mercato ha attratto 700 milioni di dollari di investimenti globali. Un altro pilastro è il senior housing. Emergono nuovi modelli come il cohousing senior e il light assisted living. Queste soluzioni combinano autonomia e socialità.

L’invecchiamento aumenta anche la pressione sui sistemi pensionistici. Entro il 2050, ci saranno 52 anziani ogni 100 lavoratori nei Paesi OCSE. Per questo motivo, il wealth management e le soluzioni ESG diventeranno sempre più strategici.

Longevity economy: un megatrend strutturale

La longevity economy non è un singolo settore, ma un megatrend globale. Ridisegna la domanda interna e le strategie di investimento. Gli over 50 generano già il 42% della spesa mondiale. Questa quota crescerà drasticamente nei prossimi decenni.

In Italia, l’impatto è molto evidente. Gli over 50 controllano il 67,7% dei consumi. Entro il 2050, la quota di over 65 salirà al 34,6%. Questo fattore orienterà le politiche pubbliche e le strategie aziendali di lungo periodo.

“La popolazione Silver è una leva strategica di sviluppo economico,” conclude Mancini. “La longevità sarà uno dei motori principali della crescita.” Per sfruttare questo potenziale, serve un approccio integrato tra innovazione e sostenibilità finanziaria.